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Monthly Archives: aprile 2012

Piccolo Teatro dell’assurdo Via di Porta Labicana, 27

Sabato 12 Maggio 2012, ore 18:00

all’interno della RassegnaVI Edizione “La diversità dell’amore” Roma

“Rebécca” – (versione senza trapezio)

di Marco Andreoli

diretto ed interpretato da Monica Crotti

Aiuto regia – Massimo Cusato

Musiche – Anja KowalskiSilvano Magnone

Canzone della nonna – Marina De Tullio (voce) Stefano Ciacci (musica)

Produzione – Teatro dei Dis-occupati

 
Rebécca di Marco Andreoli è uno dei casi clinici contenuti in “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks. È uno straordinario racconto pieno di letteratura, affetto e verità.

In Rebécca la narrazione lascia spazio ad immagini e suoni in una scenografia fatta di pochi elementi: un cuscino, una sedia, delle scarpe su di un cumulo di farina ed un trapezio.

Rebécca, si ritrova nelle varie stanze della “sua memoria” ed attraverso parole e gesti ci parla delle sue manie, delle sue immaginazioni, della diversità tra gli esseri umani.

Le stanze diventano il luogo della narrazione, dove lei rivive alcuni frammenti della sua vita trascorsa per lo più all’interno di una clinica: sensazioni,emozioni angosce provate nel letto; ricordi di momenti vissuti con la nonna; la stanza dei dialoghi e delle terapie con i medici ed in fine un luogo non precisamente definito che è quello della fantasia. Rebécca portatrice di un racconto è dunque la dispensatrice di una serie articolata di emozioni.

consigliata prenotazione: 348-9222588

http://festivalteatronarrazione.blogspot.it/2012/02/rassegna-teatro-narrazione-la-diversita.html

PAOLINA

Scritto, diretto e interpretato da Massimo Cusato

una produzione Teatro dei Dis-occupati

ARCI FROSINONE via P.L. da Palestrina 12 (dietro St. Ferroviaria) Frosinone

Domenica 22 Aprile 2012 ore 18:00

biglietto unico 10 euro – ridotto soci Arci 7 euro

 All’interno della Rassegna Teatrale “PERCORRENDO NUOVE ROTTE…”                                                                                             organizzata dalla Compagnia Teatro dell’Appeso di Amedeo di Sora 

 

“Paolina” affonda le sue radici nella memoria dell’infanzia, nelle fiabe, nei detti popolari, fra il sacro ed il profano.

Paolina, che per diverse ragioni si trova in Purgatorio, chiede di poter scendere sulla terra per raccontare le sue fiabe al suo primo pronipote. Ottiene da Dio il permesso, a patto che, come un’anziana Cenerentola, rientri entro la mezzanotte al Purgatorio.

 

Portate una vostra foto da lasciare a Paolina, se volete un posto in Paradiso

 

Aiuto regia: Monica Crotti

Disegno luci: Monica Crotti

Costumi ed oggetti di scena: Teatro dei Dis-occupati

 

recensioni:

http://www.teatro.org/spettacoli/abarico/paolina_2113_20667

http://teatro.persinsala.it/paolina/4167

 

 

All’interno dell’Arci sarà allestita una piccola mostra dal titolo:

“I MURTe NON PÁRLeNe?”

foto(copie), proverbi e ritagli

a cura di : Massimo Cusato

DURATA: 50 minuti (circa)

Età consigliata: dai 7 ai 97 anni

infoline:

www.teatrodeidisoccupati.wordpress.comteatrodis_occupati@libero.it – 3398524083

HULAHOOP CLUB via L.F.De  Magistris 91/93 zona Pigneto – Roma  Martedì 17 Aprile 2012, ore 21:30

Rebécca” (versione senza trapezio)

di Marco Andreoli

diretto ed interpretato da Monica Crotti

Aiuto regia –  Massimo Cusato

Musiche – Anja KowalskiSilvano Magnone

Canzone della nonna – Marina De Tullio (voce) Stefano Ciacci (musica)

Produzione – Teatro dei Dis-occupati

Rebécca di Marco Andreoli è uno dei casi clinici contenuti in “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks. È uno straordinario racconto pieno di letteratura, affetto e verità.

In Rebécca la narrazione lascia spazio ad immagini e suoni in una scenografia fatta di pochi elementi: un cuscino, una sedia, delle scarpe su di un cumulo di farina ed un trapezio.

Rebécca, si ritrova nelle varie stanze della “sua memoria” ed attraverso parole e gesti ci parla delle sue manie, delle sue immaginazioni, della diversità tra gli esseri umani.

Le stanze diventano il luogo della narrazione, dove lei rivive alcuni frammenti della sua vita trascorsa per lo più all’interno di una clinica: sensazioni,emozioni angosce provate nel letto; ricordi di momenti vissuti con la nonna; la stanza dei dialoghi e delle terapie con i medici ed in fine un luogo non precisamente definito che è quello della fantasia.

Rebécca portatrice di un racconto è dunque la dispensatrice di una serie articolata di emozioni.

Info e prenotazioni    – 3395733918

www.teatrodeidisoccupati.wordpress.com  –   teatrodis_occupati@libero.it

Ripresa al Teatro Abarico febbraio 2012 : http://www.e-theatre.it/play.php?vid=1976

Recensione su Parolibero: http://www.parolibero.it/it/spettacolo/rebecca-teatro-compagnia-disoccupati-sacks.htm

“Lo sa che lei è il primo signore che mi lego al letto?”

Sotto Chiave, torna la fiaba stralunata della Compagnia Teatro dei Dis-occupati

“Non ci si può più fidare di nessuno, dormono tutti”

di Riccardo Melito

Torna in scena la Compagnia Teatro dei Dis-occupati con Sotto Chiave, uno spettacolo surreale che ricorda Samuel Beckett, ma con un gusto più dolce e rotondo. Interpretato dalla rodata coppia Monica Crotti e Massimo Cusato, la commedia ha luogo all’interno di un monolocale. Un uomo entrato dalla finestra si addormenta e viene incatenato al letto dalla bisbetica padrona di casa. La donna, che gli psicologi definirebbero “barbona domestica”, ha abdicato alla socialità, schifata dalle banali brutture quotidiane. Ha deciso così di recludersi in casa, nella sua “tomba privata”, a cucire vestiti per topi, sviluppando una visione della società critica, ma allo stesso tempo sballata. Di metafora in metafora, di incomprensione in incomprensione, la padrona di casa convince l’uomo a condividere con lei una vita “normale” nella “tomba privata”, da dove si possono guardare i delitti che riempiono il mondo ma da lontano.

La brava Monica Crotti interpreta questo incrocio tra Kathy Bates, famosa protagonista de Misery non deve morire, e Amelie utilizzando un linguaggio che è tale nella sua accezione più ampia. Tutto il corpo con la sua gestualità, il suo ritmo, le sue pose, si fonde con la voce a creare una lingua che ha le forme e le mosse del giocoliere, non è un caso che in scena sia presente un trapezio da circo. Come un ombrello diventa arma, scudo, palla, coriandolo, ascensore, così la parola è presa e manipolata, tagliata, ripiegata, rimontata e lanciata in acrobazie che formano mondi fiabeschi, capaci di stare all’interno di una stanza o del cestino per il rammendo e la sartoria, quello di legno di una volta che aprendosi rivela tre scomparti per lato a scalare.  Ciò conduce alla scenografia, realizzata con grande bravura da Daniele Pittacci e Isabella Faggiano, che firma anche i costumi. Sia le scene che i vestiti sono in bilico, come lo spettacolo, tra sogno, fiaba e nevrosi contribuendo così a suscitare una particolare sensazione di trasognante curiosità. Lo stesso Massimo Cusato interpreta un uomo al limite della società, spaventato e nevrotico, comico nella sua fondamentale ingenuità.

Vincitore del Premio Arte Laguna 2009, sezione performance; selezionato al Premio Nazionale “Giovani Realtà del Teatro” di Udine nel 2010; vincitore del Premio Cantieri Opera Prima 2010, indetto dal Meta-Teatro di Roma, Sotto Chiave è allo stesso tempo un lavoro in corso, che muta con il susseguirsi delle repliche, la Compagnia ha infatti annunciato che le prossime versioni vedranno la partecipazione di un attore non professionista. Qui l’opera si fa meta e si fonde con la vita reale degli autori, infatti l’attore sarà il bambino dei due. Si prevede quindi un adattamento del testo, che potrebbe essere ulteriormente migliorato tagliando qualche piccolo particolare ridondante. Non resta quindi che aspettare le prossime rappresentazioni di questa sognante commedia adatta a giovani e adulti, una storia d’amore surreale capace di sollevare dalla tristezza dell’anomia quotidiana.

10 aprile 2012

http://www.parolibero.it/it/spettacolo/sotto-chiave-compagnia-disoccupati-teatro.htm