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Monthly Archives: marzo 2015

La seconda recensione per CIRCUS ART MUSEUM scritta da Sergio Lo Gatto per TEATROeCRITICA

CIRCUS ART MUSEUM - foto di F. Mandich

Lo spettacolo di Monica Crotti e Massimo Cusato lotta per la permanenza della storia dell’arte. Recensione.

Alzi la mano chi si ricorda delle lezioni di educazione artistica alle medie. Quei blocchi Fabriano bianchi e azzurri che si spiegazzavano al terzo giorno di permanenza nello zaino, pieni di qualche goffo tentativo di ridisegnare il David di Michelangelo con le sue mani smisurate o – nei casi più avventurosi – di dividere in sezioni la concitata azione del Guernica di Picasso. Poi al liceo la pratica era tolta di mezzo e si passava alla teoria, con il buon Argan seduto sulla nostra spalla a ricordarci che tra Micheletto e Michelozzo c’è una differenza, che gli Impressionisti non erano semplicemente miopi e che il puntinismo non si trova a pagina 47 della Settimana Enigmistica. Per poi andarsene, magari, all’università e ricominciare da capo, arrivando a distinguere concettualismo e arte povera.

La Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa, approvata in Portogallo nel 2005 – ratificata in Itala solo nel 2008 – dichiarava: «La conoscenza e lo studio del Patrimonio storico artistico rientrano nel diritto di partecipazione dei cittadini alla vita culturale e al lavoro, come definito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Per tutta risposta e con la scusa della spending review, nel 2010 la riforma Gelmini estirpava l’insegnamento della storia dell’arte – istituito nel 1923 dall’allora ministro dell’Istruzione Giovanni Gentile – dalla maggior parte delle scuole superiori, rischiando di far crescere gli studenti (almeno quelli degli istituti professionali) in una beata e pericolosa ignoranza. A luglio 2014 il ministro della Cultura Franceschini firmava un protocollo con Giannini (Istruzione) per resuscitare questo illustre caro estinto, operazione che, secondo i calcoli, costerebbe 25 milioni l’anno, su un budget ministeriale di 51 miliardi di euro. Tuttavia, solo dal 2015-2016 potremo tornare a ordinare manuali per gli zaini di figli e nipoti. Sperando che i ruoli reintrodotti siano qualificati con una laurea specifica, «senza fare papocchi», avverte Irene Baldriga, presidente dell’Associazione nazionale insegnanti storia dell’arte.

CIRCUS ART MUSEUM - foto di F. Mandich

E che c’entra il teatro? Ce lo spiega una delle compagnie più interessanti del panorama del teatro ragazzi. Il “family theatre” di Monica Crotti e Massimo Cusato, in arte Teatro dei Dis-occupati, intaglia un altro piccolo gioiello con Circus Art Museum, in scena allo Studio Uno di Roma (spazio, dal canto proprio, impegnato in una vivida e militante offerta artistica). Una folla di bambini dai 3 anni in su riempie mezza platea sedendo sui cuscini rossi, sulle sedie invece stanno le famiglie, al cospetto di una scena piccola ma ben organizzata da Fiammetta Mandich: Crotti e Cusato attendono immobili come statue nello spazio delimitato da una cornice dorata. Vestito a righe e ombrellino lei, frac sbrindellato e naso rosso lui, sono due figure di una scena circense, un quadro appeso in chissà quale museo, che di notte – come in tutte le favole che si rispettino – permette ai personaggi di «uscire» e di vagare. Uno convincerà l’altra a far visita ai colleghi nelle varie sale; nella cornice calerà uno schermo su cui verranno proiettati alcuni quadri famosi, come I tre musici di Picasso, Il bar delle Folies-Bergère di Renoir o Gente del circo di Botero. Il gioco sarà di svelare i segreti delle opere, interpretare e a volte inventare le storie che legano una all’altra le immobili figure. Una storia d’amore intreccia clown, acrobati e impresari nell’arena di Botero, lo specchio di Renoir riflette paradossalmente a 45 gradi, Pulcinella e Arlecchino picassiani si fanno gli scherzi rubandosi gli strumenti e gettano i due visitatori in una danza senza musica che li farà innamorare.

Complice l’intensa attività laboratoriale che mette Crotti e Cusato a contatto con i più piccoli, quello dei Dis-Occupati è sempre stato un percorso che scandaglia le immense possibilità della creatività e dell’immaginazione, svelandone l’alchimia necessaria nella costruzione di un immaginario in divenire, tendendo con grande sapienza una corda tra il divertimento e l’apprendimento. Pur in uno spazio piccolo e senza grandi mezzi, i due corpi sfoderano la consueta abilità mimica e acrobatica, mandano avanti un’innata simpatia per costruire uno spettacolo multistrato che affina grazia e profondità minuto dopo minuto, culminando con l’invito per i bambini a liberare l’inventiva: a fine spettacolo i piccoli spettatori ricevono, pescando da una valigia, un quadro famoso da colorare e su cui sono liberi di immaginare una storia, spunto che servirà ad arricchire il repertorio di opere di questa necessaria lezione mascherata da divertissement. È in situazioni come questa che il teatro ha modo di tramutarsi in tutto e per tutto in politica.

Sergio Lo Gatto
Twitter @silencio1982

visto al Teatro Studio Uno, Roma, marzo 2015

CIRCUS ART MUSEUM
Scritto da Massimo Cusato
Diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato
Scenografia di Fiammetta Mandich
Costumi di Monica Crotti
Produzione Teatro dei Dis-occupati

http://www.teatroecritica.net/2015/03/circus-art-museum-dei-dis-occupati-larte-spiegata-ai-bambini/

La prima recensione per CIRCUS ART MUSEUM scritta da Arianna Arete Martorelli per Lineadiretta 24

La compagnia del Teatro dei Dis-occupati mette in scena Circus art museum, ed è subito sold out. Pensate al film “Una notte al museo”, rimuovete da quell’immagine il maldestro guardiano del Museo di Storia Naturale di New York e come per magia sarete proiettati nel magico spettacolo Circus art museum, diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato. I due protagonisti, una donna e un uomo vestiti in modo stravagante, si trovano all’interno della cornice di un quadro. A mezzanotte, proprio come nel film, i personaggi dei quadri del museo iniziano a prendere vita. Quelle figure disegnate, che fino a qualche minuto prima erano piatte e immobili, hanno finalmente la possibilità di staccarsi dalla tela e girovagare per il museo. Durante la loro passeggiata i due incontreranno cinque opere, una di Picasso, una di Manet, una di Botero, una di Lautrec e infine una di Chagalle, alle quali cercheranno di attribuire un significato, tenteranno, con grande fantasia, di conferire una storia a quei personaggi raffigurati. Quando si è di fronte a un quadro di cui non si riesce a trovare la chiave di lettura, bisognerebbe entrarci con un salto immaginario, ed è proprio questo l’aproccio che utilizzano i due attori, un po’ come fanno Mary Poppins e Bert, per intenderci. Nel meraviglioso film di Walt Disney la tata volante insegna ai due bambini come la fantasia e la libertà siano due valori fondamentali, allo stesso modo Monica e Massimo ci ricordano come gli stessi aggettivi si possano coniugare e inserire all’interno di uno spettacolo per dar vita all’unione plausibile di cultura e divertimento. Sembrerebbe quasi scontato dire: “una storia per grandi e piccini”, ma è proprio così. Tutte le varie fasce di età vengono soddisfatte, ogni generazione ha la possibilità di leggere questo spettacolo in base al proprio piano di lettura, alla propria finestra di approfondimento e analisi.

http://www.lineadiretta24.it/cultura-e-spettacolo/se-i-quadri-potessero-parlare-direbbero-circus-art-museum.html