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Tag Archives: Fiammetta Mandich

Martedì 13 Febbraio presso l’I.C. “Via Belforte del Chienti” – zona San Basilio – Roma, alle ore 11:00 replicheremo CIRCUS ART MUSEUM per alcune classi della Scuola Primaria.

CIRCUS ART MUSEUM

CIRCUS ART MUSEUM

Scritto da Massimo Cusato

Diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato

Scenografia di Fiammetta Mandich

Costumi di Monica Crotti

Produzione Teatro dei Dis-occupati 2015

Sinossi:

CIRCUS ART MUSEUM è uno spettacolo senza età. Una cornice di un quadro sulla scena. Dentro la cornice una donna ed un uomo vestiti in modo stravagante. L’uomo è stanco di stare zitto e fermo e così comincia a parlare muovendosi nonostante la donna cerchi di impedirglielo. Ma nel virtuale Museo dove si trova il loro quadro è mezzanotte. A mezzanotte i personaggi dei quadri si muovono e parlano, a volte escono dalle cornici. L’uomo convincerà la donna ad oltrepassare la tela del quadro che li rappresenta per andare a scoprire altre figure simili a loro in altri quadri. Così i due incontreranno cinque opere e racconteranno le storie che i personaggi raffigurati, i colori e le situazioni suggeriranno loro. Picasso, Manet, Botero, Lautrec e Chagalle. Cinque quadri, cinque storie. Uno spettacolo onirico dove si mescolano linguaggi diversi: il teatro, la pittura, il circo, la musica e la danza.

Recensioni: 

http://www.gufetto.press/index.php?page=visualizza_articolo&id=434

http://www.lineadiretta24.it/cultura-e-spettacolo/circus-art-museum-2.html

http://www.gufetto.it/teatro-bambini/teatro-bimbi/circus-art-museum-teatro-studio-uno-una-notte-a-spasso-nel-museo

http://www.teatroecritica.net/2015/03/circus-art-museum-dei-dis-occupati-larte-spiegata-ai-bambini/

http://www.lineadiretta24.it/cultura-e-spettacolo/se-i-quadri-potessero-parlare-direbbero-circus-art-museum.html

 

 

 

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Recensione di: Francesca Calisti
pubblicata il: 11/12/2015 su Gufetto Mag
 

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Che cosa succede quando due personaggi di un quadro che si trova in un famoso museo parigino decidono di uscire dalla cornice e farsi un giro notturno del museo? Tutto questo ci raccontano Monica Crotti e Massimo Cusato della compagnia del teatro dei disoccupati all’interno del loro spettacolo Circus Art Museum andato in scena domenica 13 dicembre all’interno della rassegna “infanzie in gioco” presso il Centrale Preneste Teatro

I due attori, che sono anche i registi della pièce, impersonano due circensi costretti a vivere all’interno di un quadro, sapientemente realizzato dalla scenografa Fiammetta Mandich, che una notte decidono di provare ad uscire e andare a conoscere gli altri quadri. Lungo il cammino incontreranno le opere di Picasso, Manet, Botero, Toulouse Lautrec e infine Chagal e ad ogni incontro creeranno una storia diversa insegnando a grandi e bambini una nuova lettura delle opere d’arte. La passeggiata attraverso le opere è resa attraverso la proiezione delle stesse all’interno della cornice da loro abbandonata che torna ogni volta a rianimarsi con immagini diverse. Si passa dai tre musicisti di Picasso, ai circensi diBotero arrivando a Chagal. Un piccolo viaggio alla scoperta di grandi artisti, dei loro colori e soprattutto un nuovo modo di giocare con l’arte. Tanto efficace per i bambini quanto per gli adulti. Perché la voglia di sognare, raccontare storie e accendere la fantasia non venga mai meno per nessuno.

Lo spettacolo ha un buon ritmo e i due attori riescono perfettamente a rendere l’atmosfera da sogno mescolando sapientemente l’arte circense con la musica, il teatro e la pittura. Molto bella l’idea di regalare ad ogni piccolo spettatore un disegno di un grande artista con l’invito a colorarlo e a inventarci sopra una nuova storia per continuare a sognare anche a casa.

Domenica 13 dicembre andrà in scena a Centrale Preneste Teatro, Circus Art Museum del Teatro dei Dis-occupati. Sul palco Monica Crotti e Massimo Cusato, con la scenografia di Fiammetta Mandich. Uno spettacolo che cerca di spiegare l’arte ai bambini, un gioco teatrale in cui gli spettatori imparano a osservare un quadro e a immaginare una storia. In Circus Art Museum si mescolano linguaggi diversi: il teatro, la pittura, il circo, la musica e la danza. Ce lo raccontano per noi, i due protagonisti, Monica e Massimo.

Come nasce l’idea di uno spettacolo come Circus Art Museum. Da cosa o chi, vi siete fatti ispirare?

L’idea nasce da due spunti: il primo, legato alla notizia che la storia dell’arte sarebbe sparita dalle scuole. Una cosa piuttosto deprimente se pensiamo al nostro Paese e a tutto il patrimonio artistico presente, non mai sufficientemente valorizzato. Il secondo spunto nasce da nostro figlio di 6 anni. Dai 3 anni ha cominciato a disegnare in maniera sempre più attenta. Negli ultimi 2 anni ha cominciato ad affacciarsi al mondo dei fumetti e ha provato a riprodurre delle tavole, singole e non, in cui raccontava le avventure dei suoi supereroi preferiti o di personaggi più o meno inventati. Facendoci vedere  un suo disegno ce lo raccontava: dietro quei tratti, quei personaggi, quei luoghi non c’era la semplice riproduzione ma la voglia di raccontare una storia. Così abbiamo avuto una sorta di folgorazione: e se raccontassimo anche noi, attraverso uno spettacolo, le storie di alcuni quadri? L’idea ci è piaciuta moltissimo…

Circus Art Museum riesce a essere l’unione perfetta tra arte e immaginazione che riesce a incuriosire adulti e bambini. Come ci siete riusciti? Qual è stato il percorso che avete dovuto affrontare?

Siamo partiti dalla scelta di 5 opere, abbiamo concentrato la nostra attenzione sui quadri che raffiguravano dei personaggi legati al mondo del Circo, Musicisti e  Saltimbanchi. Abbiamo cercato, ancor prima di prendere informazioni sull’autore o sul quadro scelto, di osservarlo con uno sguardo sincero, immediato, senza sovrastrutture e conoscenze: lo sguardo dei bambini, appunto. E così abbiamo cominciato a descrivere questi quadri, i personaggi che li vivevano, i colori che li abitavano. Solo in secondo momento abbiamo cercato di documentarci sugli autori, ma non in maniera accademica: ci servivano poche informazioni da dare – il nome dell’autore e, nel caso di Lautrec qualcosa in più sulla sua vita e sul suo modo di dipingere; lavorando con i bambini da oltre dieci anni, sapevamo che poche notizie “tecniche” sarebbero state più che sufficienti e lo sarebbero state anche per i genitori. Riuscire a incuriosire bambini e grandi è un obiettivo che ci poniamo sin dal nostro primo spettacolo. Anche il tipo di scrittura prevede, per questo motivo, un dialogo con gli uni e con gli altri, dove i più piccoli filtrano parole e immagini in un modo e gli adulti in un altro. Ci diverte molto quando siamo in scena sentire ora gli adulti, ora i bambini ridere in momenti diversi, oppure sentirli ridere all’unisono.

I due personaggi durante la passeggiata incontrano cinque quadri, di cinque artisti diversi. Qual è il filo conduttore che li lega?

Abbiamo scelto 5 opere: una di Picasso, una di Manet, una di Botero, una di Lautrec e l’ultima è una di Chagalle. Non c’è un vero filo conduttore fra queste cinque opere se non la figura dei trapezisti che ritorna in tre di questi quadri. Forse la scelta è stata dettata dal semplice gusto personale e dall’intravedere sin da subito nei personaggi rappresentati in queste opere, che avevano qualcosa che avremmo potuto raccontare su di loro, con loro e attraverso loro.

Qual è il messaggio che volete tramettere ai bambini e qual è quello riservato gli adulti?

Vorremmo che l’arte facesse sempre più parte del vivere quotidiano dei bambini e degli adulti, perché siamo estremamente convinti che l’arte aiuti a vivere meglio. Vorremmo che questo messaggio fosse compreso anche da chi ha il potere di decidere di togliere delle materie dai percorsi scolastici, dagli insegnanti e da tutti gli operatori socio-culturali. Insegniamo teatro da anni cercando di avvicinare i nostri  allievi alle varie discipline artistiche: facciamo vedere riproduzioni di quadri, sculture, fotografie e facciamo ascoltare vari generi musicali. Siamo estremamente convinti che anche per chi non lavora con i bambini come noi, l’arte, sotto tutte le sue forme, sia veramente uno stimolo per tutti.

SCRITTO DA IN DATA 10 DICEMBRE 2015 EDIZIONE N° 343 DEL 2015 per LINEADIRETTA24

http://www.lineadiretta24.it/cultura-e-spettacolo/circus-art-museum-2.html

DOMENICA 13 DICEMBRE ore 16.30 presso il CENTRALE PRENESTE TEATRO, via Alberto da Giussano 58 (Pigneto) Roma torna in scena CIRCUS ART MUSEUM. 
CIRCUS ART MUSEUM - sito

Scritto da Massimo Cusato

Diretto e Interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato

Scenografia di Fiammetta Mandich

Costumi di Monica Crotti

Produzione Teatro dei Dis-occupati 2015

 Sinossi:

CIRCUS ART MUSEUM è uno Spettacolo senza età. Una cornice di un quadro sulla scena. Dentro la cornice una donna ed un uomo vestiti in modo stravagante. L’uomo è stanco di stare zitto e fermo e così comincia a parlare muovendosi nonostante la donna cerchi di impedirglielo. Ma nel virtuale Museo dove si trova il loro quadro è mezzanotte. A mezzanotte i personaggi si muovono e parlano, a volte escono dalle cornici. L’uomo convincerà la donna ad oltrepassare la tela del quadro che li rappresenta per andare a scoprire altre figure simili a loro in altri quadri. Così i due incontreranno cinque opere e racconteranno le storie che i personaggi raffigurati, i colori e le situazioni suggeriranno loro. Picasso, Manet, Botero, Lautrec e Chagalle. Cinque quadri, cinque storie. Uno Spettacolo onirico dove si mescolano linguaggi diversi: teatro, pittura, circo,  musica e danza.

Età consigliata: per bambini dai 5 anni e famiglie

Biglietto: posto unico 5 euro (prenotazione consigliata)

Prenotazioni: 06 27801063 – 06 25393527

(lun./ven. ore 10:00/17:00 o info@ruotaliberateatro.191.it)

info:www.teatrodeidisoccupati.wordpress.com

SABATO 21 NOVEMBRE ore 17:00 presso il TEATRO STUDIO UNO, via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara)

CIRCUS ART MUSEUM

CIRCUS ART MUSEUM

Scritto da Massimo Cusato

Diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato

Scenografia di Fiammetta Mandich

Costumi di Monica Crotti

Produzione Teatro dei Dis-occupati 2015

Sinossi:

CIRCUS ART MUSEUM è uno spettacolo senza età. Una cornice di un quadro sulla scena. Dentro la cornice una donna ed un uomo vestiti in modo stravagante. L’uomo è stanco di stare zitto e fermo e così comincia a parlare muovendosi nonostante la donna cerchi di impedirglielo. Ma nel virtuale Museo dove si trova il loro quadro è mezzanotte. A mezzanotte i personaggi dei quadri si muovono e parlano, a volte escono dalle cornici. L’uomo convincerà la donna ad oltrepassare la tela del quadro che li rappresenta per andare a scoprire altre figure simili a loro in altri quadri. Così i due incontreranno cinque opere e racconteranno le storie che i personaggi raffigurati, i colori e le situazioni suggeriranno loro. Picasso, Manet, Botero, Lautrec e Chagalle. Cinque quadri, cinque storie. Uno spettacolo onirico dove si mescolano linguaggi diversi: il teatro, la pittura, il circo, la musica e la danza.

Ingresso: 5 euro (tessera associativa gratuita)

Per bambini dai 5 anni

Info e prenotazioni: 349 4356219 – 329 8027943 // info.teatrostudiouno@gmail.com

DOMENICA 13 SETTEMBRE alle ore 15:00 presso il CENTRALE  PRENESTE TEATRO  via Alberto da Giussano 58, torna all’interno della “1°FESTA NAZIONALE DEL CIRCO SOCIALE

CIRCUS ART MUSEUM al Centrale Preneste LOCANDINA

diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato

scritto da Massimo Cusato

scenografia di Fiammetta Mandich

costumi di Monica Crotti

prodotto dal Teatro dei Dis-occupati

CIRCUS ART MUSEUM è uno spettacolo senza età. Una cornice di un quadro sulla scena. Dentro la cornice una donna ed un uomo vestiti in modo stravagante. L’uomo è stanco di stare zitto e fermo dentro la cornice e così comincia a parlare e muoversi nonostante la donna cerchi di impedirglielo. Ma nel virtuale Museo dove si trova il loro quadro è mezzanotte. A mezzanotte i personaggi dei quadri si muovono e parlano, a volte escono dalle cornici. L’uomo convincerà la donna ad oltrepassare la tela del quadro che li rappresenta per andare a scoprire altre figure simili a loro in altri quadri. Così i due incontreranno cinque opere e racconteranno le storie che i personaggi raffigurati, i colori e le situazioni suggeriranno loro. Picasso, Manet, Botero, Lautrec e Chagalle. Cinque quadri, cinque storie. Uno spettacolo onirico dove si mescolano linguaggi diversi: il teatro, la pittura, il circo, la musica e la danza.
Per bambini dai 4 anni e famiglie
Biglietto: 5 euro

Ultima recensione per  CIRCUS ART MUSEUM di Paola Brigaglia su Gufetto

CIRCUS ART MUSEUM

“Un piccolo gioiellino questo spettacolo del Teatro dei Dis-occupati, per grandi e piccini, scritto da Massimo Cusato e diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato.

La scenografia di Fiammetta Mandich e i costumi di Monica Crotti creano un’atmosfera delicata e poetica e fanno da perfetta cornice a una rappresentazione dove si fondono teatro e arti visive. E di cornice trattasi nel vero senso della parola, in quanto l’ambientazione della messa in scena sono i corridoi di un museo, di notte, quando, lontano dagli sguardi dei visitatori, i personaggi dei quadri possono finalmente abbandonare le loro immobili e consuete posizioni e uscire a sgranchirsi un po’ le gambe.

I protagonisti sono dunque le due figure di un dipinto, due artisti di un circo, che con cautela e circospezione, durante il lungo intervallo notturno, lasciano la tela che abitano e se ne vanno a scorrazzare liberamente per il museo, osservando gli altri quadri e inventando storie su questi. Il libero flusso della fantasia e dell’immaginazione è il leit-motiv dello spettacolo. Su un telone al centro della scena vengono proiettate, una di seguito all’altra, cinque opere di pittori famosi e gli attori ci interagiscono e raccontano, lei con un buffo accento francese, lui con una comica voce nasale, vicende immaginarie legate ai soggetti raffigurati.

La prima è “I tre musici” di Picasso, poi “Il bar delle Folies-Bergère” di Manet, “Gente del circo” di Botero, “Al circo Fernando” di Toulouse-Lautrec e “Il circo blu” di Chagall. Il tema comune a tutte le opere è la vita di artisti e circensi (perfino nel quadro di Manet viene indicata la presenza di una trapezista, di cui si vedono solo i piedi nell’angolo in alto a sinistra), mestieri affascinanti che invitano il giovane pubblico di bambini, seduto davanti su dei tappeti, a lasciarsi trasportare nel mondo della creatività.

Tra un quadro e l’altro, gli attori si esibiscono in diverse forme di giocoliera: lei fa la verticale e fa volteggiare più volte il suo ombrellino bianco e nero, mentre lui fa volare la sua bombetta.
L’arredamento di scena consiste nella cornice del quadro da cui i due personaggi escono, il cui lato superiore raffigura un tendone da circo bianco e rosso, mentre i due lati sono costituiti da due aste su cui sono attaccati diversi oggetti: un piccolo annaffiatoio, una mano finta e degli strumenti musicali che verranno utilizzati nel corso dello spettacolo.
“A forza di star qui ci stiamo rimbecillendo”, esclama lui all’inizio della rappresentazione, prima di iniziare l’esplorazione del museo, affermazione che sembra avere un portato più ampio rispetto alla situazione contingente in cui è pronunciata: “Non dobbiamo lasciare che la curiosità verso l’arte e la cultura col tempo si affievolisca, ma dobbiamo mantenerla desta in modo da non perdere un contatto più profondo con ciò che ci circonda, con gli altri e con noi stessi e non ritrovarci come vuoti robot che ripetono delle azioni meccanicamente: in un mondo che spinge a diventare aridi, dobbiamo resistere e alimentare il nostro lato più umano”.

Alla fine dello spettacolo, che si conclude con un bacio tra i due protagonisti che si scoprono innamorati, vengono consegnati ai bambini, come regalo, dei fogli arrotolati, che contengono delle opere famose di grandi pittori, ma in bianco e nero, per lasciare la possibilità di colorarle come si vuole, e si suggerisce di scrivere sul retro del disegno una storia ispirata al quadro, così come è stato fatto durante lo spettacolo”.

Un modo divertente e originale di avvicinare i bimbi all’espressione creativa e di contagiare, chissà, anche i loro genitori.

http://www.gufetto.it/teatro-bambini/teatro-bimbi/circus-art-museum-teatro-studio-uno-una-notte-a-spasso-nel-museo

 

Le prossime date di CIRCUS ART MUSEUM

Sabato 11 Aprile alle 15:30 presso il Teatro Flamingo di Capoliveri (Isola d’Elba) via Circonvallazione 2

Sabato 18 Aprile alle 17:00 presso il Teatro Studio Uno di Roma, via Carlo della Rocca 6

CIRCUS ART MUSEUM

CIRCUS ART MUSEUM

Diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato

Scritto da Massimo Cusato

Scenografia di Fiammetta Mandich

Costumi di Monica Crotti

Produzione Teatro dei Dis-occupati

CIRCUS ART MUSEUM è uno spettacolo senza età. Una cornice di un quadro sulla scena. Dentro la cornice una donna ed un uomo vestiti in modo stravagante. L’uomo è stanco di stare zitto e fermo dentro la cornice e così comincia a parlare e muoversi nonostante la donna cerchi di impedirglielo. Ma nel virtuale Museo dove si trova il loro quadro è mezzanotte. A mezzanotte i personaggi dei quadri si muovono e parlano, a volte escono dalle cornici. L’uomo convincerà la donna ad oltrepassare la tela del quadro che li rappresenta per andare a scoprire altre figure simili a loro in altri quadri. Così i due incontreranno cinque opere e racconteranno le storie che i personaggi raffigurati, i colori e le situazioni suggeriranno loro. Picasso, Manet, Botero, Lautrec e Chagalle. Cinque quadri, cinque storie. Uno spettacolo onirico dove si mescolano linguaggi diversi: il teatro, la pittura, il circo, la musica e la danza.

info e prenotazioni per la replica al Teatro Flamingo di Capoliveri: tel 0565 939147

https://www.facebook.com/events/364705023734187/

info e prenotazioni per la replica al Teatro Studio Uno di Roma: tel 349 4356219

https://www.facebook.com/events/808218672566715/

La seconda recensione per CIRCUS ART MUSEUM scritta da Sergio Lo Gatto per TEATROeCRITICA

CIRCUS ART MUSEUM - foto di F. Mandich

Lo spettacolo di Monica Crotti e Massimo Cusato lotta per la permanenza della storia dell’arte. Recensione.

Alzi la mano chi si ricorda delle lezioni di educazione artistica alle medie. Quei blocchi Fabriano bianchi e azzurri che si spiegazzavano al terzo giorno di permanenza nello zaino, pieni di qualche goffo tentativo di ridisegnare il David di Michelangelo con le sue mani smisurate o – nei casi più avventurosi – di dividere in sezioni la concitata azione del Guernica di Picasso. Poi al liceo la pratica era tolta di mezzo e si passava alla teoria, con il buon Argan seduto sulla nostra spalla a ricordarci che tra Micheletto e Michelozzo c’è una differenza, che gli Impressionisti non erano semplicemente miopi e che il puntinismo non si trova a pagina 47 della Settimana Enigmistica. Per poi andarsene, magari, all’università e ricominciare da capo, arrivando a distinguere concettualismo e arte povera.

La Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa, approvata in Portogallo nel 2005 – ratificata in Itala solo nel 2008 – dichiarava: «La conoscenza e lo studio del Patrimonio storico artistico rientrano nel diritto di partecipazione dei cittadini alla vita culturale e al lavoro, come definito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Per tutta risposta e con la scusa della spending review, nel 2010 la riforma Gelmini estirpava l’insegnamento della storia dell’arte – istituito nel 1923 dall’allora ministro dell’Istruzione Giovanni Gentile – dalla maggior parte delle scuole superiori, rischiando di far crescere gli studenti (almeno quelli degli istituti professionali) in una beata e pericolosa ignoranza. A luglio 2014 il ministro della Cultura Franceschini firmava un protocollo con Giannini (Istruzione) per resuscitare questo illustre caro estinto, operazione che, secondo i calcoli, costerebbe 25 milioni l’anno, su un budget ministeriale di 51 miliardi di euro. Tuttavia, solo dal 2015-2016 potremo tornare a ordinare manuali per gli zaini di figli e nipoti. Sperando che i ruoli reintrodotti siano qualificati con una laurea specifica, «senza fare papocchi», avverte Irene Baldriga, presidente dell’Associazione nazionale insegnanti storia dell’arte.

CIRCUS ART MUSEUM - foto di F. Mandich

E che c’entra il teatro? Ce lo spiega una delle compagnie più interessanti del panorama del teatro ragazzi. Il “family theatre” di Monica Crotti e Massimo Cusato, in arte Teatro dei Dis-occupati, intaglia un altro piccolo gioiello con Circus Art Museum, in scena allo Studio Uno di Roma (spazio, dal canto proprio, impegnato in una vivida e militante offerta artistica). Una folla di bambini dai 3 anni in su riempie mezza platea sedendo sui cuscini rossi, sulle sedie invece stanno le famiglie, al cospetto di una scena piccola ma ben organizzata da Fiammetta Mandich: Crotti e Cusato attendono immobili come statue nello spazio delimitato da una cornice dorata. Vestito a righe e ombrellino lei, frac sbrindellato e naso rosso lui, sono due figure di una scena circense, un quadro appeso in chissà quale museo, che di notte – come in tutte le favole che si rispettino – permette ai personaggi di «uscire» e di vagare. Uno convincerà l’altra a far visita ai colleghi nelle varie sale; nella cornice calerà uno schermo su cui verranno proiettati alcuni quadri famosi, come I tre musici di Picasso, Il bar delle Folies-Bergère di Renoir o Gente del circo di Botero. Il gioco sarà di svelare i segreti delle opere, interpretare e a volte inventare le storie che legano una all’altra le immobili figure. Una storia d’amore intreccia clown, acrobati e impresari nell’arena di Botero, lo specchio di Renoir riflette paradossalmente a 45 gradi, Pulcinella e Arlecchino picassiani si fanno gli scherzi rubandosi gli strumenti e gettano i due visitatori in una danza senza musica che li farà innamorare.

Complice l’intensa attività laboratoriale che mette Crotti e Cusato a contatto con i più piccoli, quello dei Dis-Occupati è sempre stato un percorso che scandaglia le immense possibilità della creatività e dell’immaginazione, svelandone l’alchimia necessaria nella costruzione di un immaginario in divenire, tendendo con grande sapienza una corda tra il divertimento e l’apprendimento. Pur in uno spazio piccolo e senza grandi mezzi, i due corpi sfoderano la consueta abilità mimica e acrobatica, mandano avanti un’innata simpatia per costruire uno spettacolo multistrato che affina grazia e profondità minuto dopo minuto, culminando con l’invito per i bambini a liberare l’inventiva: a fine spettacolo i piccoli spettatori ricevono, pescando da una valigia, un quadro famoso da colorare e su cui sono liberi di immaginare una storia, spunto che servirà ad arricchire il repertorio di opere di questa necessaria lezione mascherata da divertissement. È in situazioni come questa che il teatro ha modo di tramutarsi in tutto e per tutto in politica.

Sergio Lo Gatto
Twitter @silencio1982

visto al Teatro Studio Uno, Roma, marzo 2015

CIRCUS ART MUSEUM
Scritto da Massimo Cusato
Diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato
Scenografia di Fiammetta Mandich
Costumi di Monica Crotti
Produzione Teatro dei Dis-occupati

http://www.teatroecritica.net/2015/03/circus-art-museum-dei-dis-occupati-larte-spiegata-ai-bambini/

La prima recensione per CIRCUS ART MUSEUM scritta da Arianna Arete Martorelli per Lineadiretta 24

La compagnia del Teatro dei Dis-occupati mette in scena Circus art museum, ed è subito sold out. Pensate al film “Una notte al museo”, rimuovete da quell’immagine il maldestro guardiano del Museo di Storia Naturale di New York e come per magia sarete proiettati nel magico spettacolo Circus art museum, diretto e interpretato da Monica Crotti e Massimo Cusato. I due protagonisti, una donna e un uomo vestiti in modo stravagante, si trovano all’interno della cornice di un quadro. A mezzanotte, proprio come nel film, i personaggi dei quadri del museo iniziano a prendere vita. Quelle figure disegnate, che fino a qualche minuto prima erano piatte e immobili, hanno finalmente la possibilità di staccarsi dalla tela e girovagare per il museo. Durante la loro passeggiata i due incontreranno cinque opere, una di Picasso, una di Manet, una di Botero, una di Lautrec e infine una di Chagalle, alle quali cercheranno di attribuire un significato, tenteranno, con grande fantasia, di conferire una storia a quei personaggi raffigurati. Quando si è di fronte a un quadro di cui non si riesce a trovare la chiave di lettura, bisognerebbe entrarci con un salto immaginario, ed è proprio questo l’aproccio che utilizzano i due attori, un po’ come fanno Mary Poppins e Bert, per intenderci. Nel meraviglioso film di Walt Disney la tata volante insegna ai due bambini come la fantasia e la libertà siano due valori fondamentali, allo stesso modo Monica e Massimo ci ricordano come gli stessi aggettivi si possano coniugare e inserire all’interno di uno spettacolo per dar vita all’unione plausibile di cultura e divertimento. Sembrerebbe quasi scontato dire: “una storia per grandi e piccini”, ma è proprio così. Tutte le varie fasce di età vengono soddisfatte, ogni generazione ha la possibilità di leggere questo spettacolo in base al proprio piano di lettura, alla propria finestra di approfondimento e analisi.

http://www.lineadiretta24.it/cultura-e-spettacolo/se-i-quadri-potessero-parlare-direbbero-circus-art-museum.html